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lunedì 11 giugno 2018

IL QUARZO AMETISTA IN VERSIONE MINERALE E PIETRA

Cari amici, oggi inauguriamo un nuovo argomento: le pietre

Nel corso di questo viaggio parlerò di tante pietre dure, semipreziose e preziose, e alternerò articoli in cui ve le mostro in versione minerale o comunque grezza, ad altri in cui ve le mostro versione gemma, cioè montate su monili e gioielli.

 Per inaugurare questa rubrica vorrei parlarvi di quella che a giudicare dalle preferenze medie delle persone sembra essere tra le pietre dure e semipreziose preferite: l’ametista. Non so se siano il suo colore, le sue caratteristiche cristalloterapiche, la sensazione che dà tenerla tra le mani o che altro ad attirare tanto, ma nella mia esperienza ho sempre notato che è in grado di affascinare più di altre. Io stessa ne rimasi stregata già da bambina, perché fu la prima pietra di cui mi innamorai. 

Conosciamola meglio! Che tipo di gemma è? Quali sono le sue caratteristiche?

Ametista nelle varie versioni di minerale e pietra grezza.



Geode di ametista con un lato tagliato. La foto evidenzia la cangianza e i cambi di colore e  trasparenza che può assumere in base alla luce.


Dal punto di vista chimico fa parte della famiglia dei quarzi cristallini (ossido di silicio) e deve il suo colore alle tracce di ferro presenti nel reticolo cristallino. È la qualità di quarzo più pregiata. È dicroica (dal greco díchroos, “di due colori”) cioè quando è attraversata da un fascio di luce bianca ha la proprietà di generare due colorazioni principali differenti, una porpora-bluastra, e una rossastra.

Gli antichi minatori si meravigliavano della bellezza dei quarzi, che permettevano di sostituire gemme molto costose dando l’impressione di uguale ricchezza. La fortuna di questa pietra non è mai tramontata dall’ antichità attraverso il Medioevo e il Rinascimento, fino a noi. Oltre ai gioielli se ne ricavano spesso oggetti, come coppe, sculture ed elementi ornamentali vari.

Blocco di ametista con microfratture interne che creano iridescenze arcobaleno in certe condizioni di luce.

I giacimenti si trovano principalmente in Brasile, Uruguay e Messico, ma anche in Russia, Sri Lanka, India, Uruguay, Madagascar, Stati Uniti, Germania, Australia, Namibia e Zambia

Il suo colore va dal bianco, alla radice del cristallo, al lilla chiaro fino al viola scuro, varietà considerata più pregiata, specialmente se intensa. 

Presenta inclusioni caratteristiche dette “a manto di tigre”, che sono in realtà striature scure con l’interno chiaro formate da canalicoli paralleli contenenti liquido.

Se riscaldata, come molte pietre cambia colore e diventa gialla, cioè quarzo citrino (di una tonalità di giallo decisamente più intenso del citrino naturale, che è meno uniforme e più vicino al marrone). 
È possibile reperire alcune pietre in parte viola e in parte gialle, definite “ametrino”, cioè una crasi tra ametista e quarzo citrino. Sia il quarzo citrino e sia l’ ametrino esistono anche allo stato naturale originario, e si formano a temperature più alte. 

A sinistra: sassolino di ametista burattata. A destra: frammento vetroso di ametista in due condizioni di luce diversa con piccola escrescenza tipo stalattite di quarzo bianco lavorata con il filo di alluminio da Annalaura Siercovich Annalaura Siercovich


Il suo nome, che in greco significa “che non può essere ubriacato” (a-methystos) deriva da quello di una ninfa amata da Bacco, che per sfuggire alle sue brame amorose chiese la protezione della dea Diana, la quale la trasformò in una gemma fredda e limpida. Bacco, deluso ma ancora innamorato, le diede il colore dell’adorato vino. Già da quei tempi infatti, questo minerale era noto per la sua capacità di favorire la lucidità mentale.



Drusa di ametista, cioè raggruppamento di cristalli impiantati da un lato alla matrice rocciosa.

CRISTALLOTERAPIA: Da sempre è considerata la pietra che contrasta le emozioni incontrollate, che fa rinsavire dalle passioni e guarisce da veleni ed intossicazioni, e già nell’ antichità era considerata utile contro l’ebbrezza e l’ubriachezza. 

Porta chiarezza e razionalità, stimolando la consapevolezza spirituale, favorisce la meditazione, la presa di coscienza della realtà dell’anima, l’equilibrio interiore e simboleggia la saggezza, la serenità, la maturità. Rafforza il senso di giustizia e la capacità critica. Il colore “severo” la fa sembrare particolarmente adatta a persone di alta levatura, come Vescovi e Cardinali, che portano spesso questa pietra incastonata nei loro anelli.

È usata come purificatore energetico e di protezione e si dice che allontani le negatività, rimuova i blocchi energetici e la tendenza a somatizzare. Poi per calmare, rigenerare, tonificare e regolarizzare ogni disfunzione anche fisica, soprattutto nella fascia del bacino e della testa.

A livello psicologico pare sia utile nei momenti di tristezza, aiutando a superare danni, lutti e perdite. Favorisce l’emersione di immagini oniriche, da svegli, favorendo ispirazione ed intuizione, e messa sotto il cuscino rende più vividi i sogni e il sonno più profondo, tranquillo e ristoratore. Usata come amuleto, pare che aiuti a riconoscere la verità in situazioni non chiare.

A livello fisico agisce attenuando ferite e dolori, e in particolare riguarda il sistema nervoso, i polmoni, le vie respiratorie e la pelle. È collegata al sesto chakra.


Giuwely

2 commenti:

  1. Il significato del nome è realmente divino!!!
    Mi hai fatto troppo sorridere!!
    Bravissimaaaaa

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    1. Ahahahah un dettaglio molto simpatico, vero? Grazie mille, continua a seguirmi perchè ho in serbo tante storie da raccontare :)

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